Digital Bon Ton.

Come sopravvivere al Far West on-line con l’educazione digitale.

Hai notato anche tu che negli ultimi anni internet si è trasformato in un Far West? Senza regole. Zero Digital Bon Ton. Tutti pensano di potersi comportare come gli pare. E se già è complicato destreggiarsi tra cafonaggine e inconsapevolezza per un privato cittadino, figuriamoci per chi per lavoro si propone sui canali digital. Sopravvivere è diventato molto complicato.

Educazione digitale e Digital Bon Ton

Ultimamente mi sto appassionando molto al tema del digital bon ton proprio perché questo mondo interconnesso dove in pochi rispettano le regole sociali e di comportamento non mi piace. Il problema credo che sia dovuto al fatto che ci hanno dato in mano degli strumenti molto potenti senza che ci abbiano educati al digitale. Con educazione digitale non intendo un’educazione tecnica, ossia il saper utilizzare determinati strumenti (cosa peraltro molto importante ma che non mi interessa trattare in questa sede). Intendo l’apprendimento di principi morali che ci permettano di vivere nel mondo digital in armonia proprio come viviamo (o dovremmo vivere) nel mondo reale.

La mancanza di Digital Bon Ton

Sempre più spesso leggo commenti di una cattiveria inaudita che mai e poi mai nella realtà ci verrebbe in mente di esprimere verbalmente. Che sia per vigliaccheria o per l’obbligo di rispettare regole comportamentali, poco importa. Non ci permetteremmo mai di insultare pubblicamente le persone.

Un’altra cosa che trovo imbarazzante e che denota una scarsa applicazione di regole di buona educazione è il condividere qualsiasi aspetto della propria vita e quella delle persone a noi vicine (spesso senza la loro approvazione): dal proprio figlio impegnato ad espletare i propri bisogni fisici, alla condivisione di momenti tristi o spiacevoli solo per generare like.

E vogliamo parlare dei rapporti incrinati perché “non ha accettato la mia amicizia su facebook”, “non ha messo mi piace alla foto che ho postato”, “ha frainteso quello che gli ho scritto”, ecc. ?

Il mondo digital ha delle regole. Chiare. Semplici. A volte diverse dal mondo reale. Tutti noi dovremmo saperle per poter vivere serenamente nella comunità on-line. Senza spararci addosso come pistoleri nel Far West ad ogni minimo post condiviso e senza rischiare di perdere la faccia per condivisioni frettolose fatte senza riflettere.

Perché ti parlo di questo tema

Ti starai chiedendo perché in un blog come il mio, dove parlo prevalentemente di lavoro e di produttività, affronto il tema del Digital Bon Ton. Vero? Credo sia importante iniziare a discutere di questa problematica. Ho notato sempre più grossolane leggerezze compiute da professionisti ed imprenditori che possono arrecare enormi danni alla loro reputazione e di conseguenza alla loro attività.

Il tema chiaramente è vasto e molto complesso, i rischi e le regole da tenere presente sono molti. Oggi inizierei discutendo con voi del rischio reputazionale che a livello professionale è uno dei più delicati da trattare.

Rischio reputazionale

Innanzitutto bisogna dire che è molto rischioso esprimere pubblicamente la propria opinione su temi sensibili. Soprattutto se si pubblicano post o commenti che fomentano l’odio, il razzismo o che negano diritti e dignità. Questo è un consiglio che mi sento di dare. Perché i tuoi clienti o potenziali clienti potrebbero non pensarla come te e non apprezzare condivisioni o commenti fatti con leggerezza. Dunque potrebbero scappare a gambe levate! Ho letto alcuni post decisamente xenofobi pubblicati su profili di professionisti. Per carità, i profili erano privati e non pagine relative all’attività professionale, ma poco importa! Io personalmente mi sono fatta un’idea poco positiva di queste persone, quindi se mai ci fosse stata la possibilità che affidassi loro degli incarichi, con quelle condivisioni fatte senza tanto riflettere si sono giocati un incarico!

Lo stesso vale per la condivisione di post con battute di cattivo gusto o volgari. Sarebbe sempre bene tenere un certo contegno perché non sappiamo mai realmente chi può vedere le nostre condivisione e come le interpreta.

Fare una bella impressione è questione di galateo e giova agli affari. (Emily Post)

La libertà di parola dov’è finita?

Ora tu mi dirai: “ma la libertà di parola dov’è finita?” e io così rispondo: “ti verrebbe mai in mente di andare in piazza ad urlare slogan volgari o che potrebbero offendere qualcuno?” se la risposta è NO allora è chiaro che sarebbe bene tenere lo stesso comportamento anche on-line. L’essere on-line non preclude l’uso delle buone maniere e delle regole comportamentali di base esattamente come nella società reale.

Bisogna sempre pensare che c’è dall’altra parte qualcuno che ci legge, che si fa un’opinione e che se l’opinione va contro quello che noi abbiamo scritto, conogni probabilità quella persona, che potrebbe essere un potenziale cliente, in caso di necessità non ci contatterà mai. Anche se siamo i migliori nel nostro settore.

Questo atteggiamento chiaramente è valido sia per i privati che per le aziende e i professionisti. Anzi, le aziende e i professionisti hanno molto più da perdere! Bisogna essere saggi ed impeccabili non solo nel proprio lavoro ma anche nell’immagine un po’ più “privata” che diamo di noi stessi. Dall’altra parte c’è sempre qualcuno che ci legge, che si fa un’opinione su di noi. Anche se siamo i migliori nel nostro settore non è detto che il potenziale cliente sia disposto a chiudere un occhio su scivolate di stile.

Quindi, se vuoi pubblicare a tutti i costi qualcosa, i gattini, credimi, tirano più like! 😉

Se questo tema interessa anche te, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti, oppure mandami un messaggio su facebook o linkedin.

A presto per il prossimo articolo sul Digital Bon Ton!

Maria Luana Barmaz

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