#BonjourBiz – Un caffè con OPERVAL: Le aziende familiari, il motore della Valle d’Aosta.

Da quando ho aperto il blog mi è stato chiesto più volte di dare spazio a “storie di vita reale”, di parlare delle nostre aziende, dei nostri professionisti. Di dar loro la possibilità di raccontare la loro esperienza, di rivelare le strategie che ogni giorno mettono in atto, parlare di quelli che sono stati i segreti del loro successo oppure gli errori che hanno commesso e come hanno saputo gestirli. Tutto questo per essere d’aiuto e d’esempio alle nuove generazioni di imprenditori e liberi professionisti.

Per me non è stato facile dare il via alla rubrica “#BonjourBiz – Un caffè con” in quanto non essendo una giornalista, non sapevo bene come gestire un’intervista e i miei interlocutori. Quindi chiedo venia per questo mio primo tentativo sicuramente non perfetto e spero che voi vogliate aiutarmi a migliorarmi in questo ruolo di reporter improvvisata…. Avendo qualche difficoltà a strutturare e condurre un’intervista “comme il faut” ho pensato che una chiacchierata informale davanti ad un buon caffè potesse essere la soluzione migliore per rompere il ghiaccio…

#BonjourBiz

Aziende familiari

Pensando alla piccola realtà imprenditoriale valdostana è piuttosto evidente che molte aziende, di qualsiasi settore (dal turistico all’alimentare, dal metalmeccanico ai servizi), abbiano alle spalle una storia di family business molto lunga e forte, e così ho deciso di aprire questo mio primo “#BonjourBiz” parlando proprio delle aziende familiari con la storia di un’azienda valdostana arrivata alla terza generazione e che sta preparando il terreno alla quarta…stiamo parlando di OPERVAL un’azienda che da più di 70 anni opera nel settore metalmeccanico e in particolare si occupa di progettazione, costruzione e vendita di macchinari industriali e movimento terra.

Operval, 70 anni di professionalità

Qui con noi oggi abbiamo il titolare della OPERVAL, Andrea Prando, che ci parlerà dell’azienda familiare, dei lati positivi e negativi di gestire un’azienda di questo tipo e di come si riesca a portare avanti un business nei decenni senza tradire la propria identità storica ma allo stesso tempo innovandosi e rimanendo al passo coi tempi.

OPERVAL
Staff Operval al SaMoTer di Verona nel 2017

B.B.: “Ciao Andrea, benvenuto a #BonjourBiz, grazie per aver accettato di inaugurare questa mia nuova rubrica. Per favore, ci parleresti della Operval e del tuo ruolo all’interno di essa?”

A.P.: “Buongiorno a tutti e grazie dell’ospitalità e del caffè. La nostra storia inizia con mio nonno Luigi Prando nel 1947, il quale decide di aprire ad Aosta l'”Officina Prando” per la riparazione di biciclette e motocicli. Siamo nel secondo dopoguerra e la voglia di ripartire non manca di certo nel cuore e nella testa di mio nonno Luigi! Negli anni ’60 con lo sviluppo della sua azienda decide di ampliare la sede e  i suoi servizi, dedicandosi anche alla riparazione di auto e mezzi agricoli. L’attività in quegli anni di grande lavoro si prepara a raggiungere nuovi traguardi passando così nelle mani di mio padre Antonio e di mia madre Luciana. Nel 1975 l’Officina Prando si trasferisce nell’attuale sede di Via Carlo Alberto Dalla Chiesa ad Aosta e cambia il nome, diventando “Operval“. La terza generazione Prando, fa il suo ingresso nella società nel 2005 con me e mio fratello Lorenzo. Tutti e due particolarmente interessati all’elettronica e alla meccanica, decidiamo di affrontare la sfida di realizzare macchinari per l’industria e il movimento terra. I risultati di questo nostro lavoro sono stati: tre macchinari posatubi per lavorare in galleria (N.D.R. uno di questi è stato utilizzato recentemente da Telcha per i lavori del teleriscaldamento di Aosta), una valvola idraulica e il Dumper PL10, un mini trasportatore pilotabile tramite radiocomando (di cui abbiamo ottenuto il brevetto) che ha riscosso un grandissimo successo al BAUMA a Monaco in Germania nel 2016 e al SaMo Ter di Verona nel 2017. Attualmente io ricopro il ruolo di titolare dell’azienda e il mio sogno un domani sarebbe quello di poter lasciare il testimone a mia figlia Viviane. Si sa che le donne nel management sono di gran lunga più capaci di noi uomini!(ridendo)

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B.B.: “Quali sono secondo la tua esperienza i lati positivi e quelli negativi di lavorare in un’azienda familiare?”

A.P.: “Lavorare con i propri famigliari ha un sacco di vantaggi dovuti alla fiducia incondizionata, all’appoggio e all’aiuto costante e senza riserve. Negli anni poi siamo riusciti a costruire un ottimo team di lavoro nel quale abbiamo inserito via via dei dipendenti che sono con noi da una vita e che ormai fanno praticamente parte della famiglia Prando. Per esempio Vincenzo ha una trentina d’anni e praticamente da metà della sua vita lavora insieme a noi! Uno degli svantaggi principali è dovuto al fatto che non si stacca mai del tutto dall’azienda. Non c’è domenica, Pasqua o compleanno durante il quale non si finisca per parlare di lavoro o di quello che c’è da fare in officina o in ufficio.”

B.B.: “E tu come riesci a mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita privata?”

​A.P.: “(ridendo) Ho trovato una compagna con un lavoro che difficilmente lascerebbe, quindi essendo lei completamente al di fuori dalla vita della Operval a casa riusciamo a parlare d’altro e non solo di lavoro. A parte gli scherzi, a volte non è semplice mantenere l’equilibrio, ma dopo tanti anni si diventa come gli equilibristi del Cirque du Soleil e ci si fa l’abitudine. Anzi, quando sono in ferie e chiamo i miei genitori spesso la mia prima domanda è “come sta la Operval?” quindi tutto sommato significa che l’questo equilibrio io sia riuscito a trovarlo (continuando a ridere)”

B.B.: “Come si riesce a portare avanti un business nei decenni senza tradire la propria identità storica ma allo stesso tempo innovandosi e rimanendo al passo coi tempi?”

A.P.: ” Enzo Ferrari diceva sempre che la sua capacità è stata quella di contornarsi di persone capaci. E questa secondo me è la chiave. Circondarsi di persone giovani, con nuovi talenti e nuove competenze e soprattutto mantenerle aggiornate nel tempo seguendo corsi di formazione e innovandosi continuamente. Io e i miei collaboratori siamo costantemente impegnati in un lavoro di formazione. Ti faccio un esempio: io che a livello digitale mi sento un po’ indietro rispetto alle nuove generazione, adesso a settembre frequenterò un corso di digital transformation proprio per adeguare le mie competenze ai tempi. Ovviamente tutto questo senza tradire la nostra identità storica fondata su valori e principi molto solidi quali la passione per il lavoro, l’onestà e l’intraprendenza che portiamo avanti da sempre.

B.B.: “Che consigli daresti ad un’azienda per far sì che il proprio business passi di padre in figlio senza interruzione?”

A.P.: “Mio nonno e mio padre mi hanno trasmesso la passione per il lavoro. Quando ero piccolo per me era normale passare tanto tempo in azienda a guardare loro che lavoravano, e si sa che il miglior insegnamento che si può dare alle nuove generazioni è dando loro il buon esempio. Se mia figlia vede che io la mattina esco con la voglia di andare a lavorare e la sera torno a casa soddisfatto di quello che ho fatto, sono sicuro che per lei questo sia un esempio positivo. Poi, per carità, non ho la bacchetta magica e magari lei nella vita vorrà fare tutt’altro, però per il momento io cerco di trasmetterle questa passione. Un’altra cosa molto importante è inserire in azienda tempestivamente le nuove generazioni e farle partire dal basso per far sì che nasca il rispetto per il duro lavoro e per le altre persone che lavorano in azienda. Io ho iniziato lavorando durante le vacanze scolastiche e facevo tutti i lavori che nessuno voleva fare…Inutile dire che quando il timone è passato a me sapevo esattamente cosa voleva dire svolgere qualsiasi mansione (dalla più soddisfacente alla meno allettante). Così facendo credo che uno possa davvero avere la visione completa della propria azienda.

B.B.: “Quindi possiamo sintetizzare così: innovazione,passione e rispetto per il duro lavoro? Vorresti aggiungere qualcos’altro?”

A.P.: “Sì esatto, innovazione, passione e rispetto per il duro lavoro sono gli elementi fondamentali per riuscire a creare un business che duri nel tempo. Voglio aggiungere questo: con i tempi difficili che corrono per riuscire a mandare avanti la propria azienda o il proprio business bisogna essere molto forti e avere grande spirito di adattamento. Non è mai facile adattarsi a nuove situazioni, soprattutto se si arriva da periodi molto floridi, ma prima si capirà questo prima si adotteranno le strategie vincenti per riuscire ad andare avanti. Quindi bisogna avere il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort e investire in nuove idee.

B.B.: “Wow, grazie Andrea, ci lasci davvero con un invito all’azione molto forte! E’ stato un vero piacere averti qui e spero che tu un domani possa tornare per darci qualche altro elemento prezioso sul quale riflettere.”

A.P.:”Grazie mille a voi, è stato un vero piacere e un grande onore e, tornerò molto volentieri.”

Carissimi lettori di Bonjour Bureau, dopo questa interessante prima esperienza da reporter improvvisata, vi saluto e vi do appuntamento a martedì prossimo con un nuovo articolo. Se avete qualche domanda o suggerimento, non esitate a scrivermi qui sotto. In alternativa se vi è piaciuta questa nuova rubrica #BonjourBiz lasciatemi una “stellina blu”, un “mi piace” o un “pollice alzato” per farmi capire che sono sulla strada giusta.

Grazie!!!

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